martedì 2 aprile 2013

Buon compleanno RadioSenzaMuri!!!!

È passato un anno circa, esattamente 380 giorni, da quel 24 marzo 2012, quando incamminato verso casa cresceva la certezza di stare facendo una cosa bella, di star percorrendo la strada giusta, riguardo l'attività  della nostra web radio: RadioSenzaMuri e l''impressione è ancora quella, anche se è stato difficile percorrere il cammino ed ancor più difficile fare le cose giuste. Il nostro "fare radio"nasce da una emozione che monta dentro e che parte da percezioni individuali, per arrivare a creare un'armonia collettiva in quelle quattro ore di trasmissione.
L'intento è di arrivare ad un'atmosfera che esula da ogni tecnicismo, professionalità o una seppur minima architettura tecnica, contando sulla spontaneità e sull'improvvisazione. Anche se è risaputo che quest'ultima necessita di un'accurata e minuziosa preparazione, che dia si l'impressione di essere nata li per li, ma che, se non si è baciati dal dono divino, è figlia di dure ore di impegno. 
Nella testa risuonano ancora le parole di Paolini,  quando alla domanda se gli era piaciuto fare la radio rispondeva che gli era sembrato di stare tra amici e non in una trasmissione radiofonica.
Il punto di partenza per realizzare la nostra mission è la serata fra amici!

Al fine di rendere meglio l'idea mi viene da fare, per  similitudine, un paragone con le feste, in particolare tra quelle organizzate,  tipo il veglione di fine anno, perché ci si "deve" divertire (dai vieni anche tu, sarà bellissimo!) e la serata, decisa all'istante, tanto per continuare un momento magico iniziato in piazza o in strada (che dite saliamo da me a bere un cioccolato caldo o una tisana?)
Mentre la prima è notoriamente conosciuta come uno concentrato micidiale di noia, la seconda rappresenta il piacere di ritrovarsi  insieme per condividere, magari davanti ad un caminetto acceso, l'ultima impresa in montagna, anziché stonare canzoni in una sorta di karaoke improvvisato o  ballare un movimento già fuori corso ma che fa riemergere momenti di un tenero sapore dolciastro, misto alla consapevolezza di un commuovente periodo passato, vecchio e caro.



Tutto ciò e tanto altro si può fare in questi momenti da trascorrere insieme, in questi momenti terapeutici per il cuore.

 Si possono affrontare impegni pseudo intellettuali con declamazioni poetiche,  citazioni librarie o manifestazioni pittoriche, confrontarsi in un particolare argomento di attualità o di respiro storico.

Si possono scambiare conoscenze, usanze e culture straniere, incontrando l'amico dell'amico invitato, che ama viaggiare, oppure di quello che per necessità è partito dalla sua casa per approdare in un paese straniero.

Si può parlare di sport in maniera trasversale, anche di calcio pur senza i faziosi discorsi da bar dello sport,  e affrontare l'argomento dopping, condannando l'atto e l'oggetto ma salvaguardando il soggetto con le sue debolezze ed incertezze.

Si  può scoprire che la serata in questione, tanto per rimanere nella similitudine di cui sopra, cambia e si trasforma in laboratorio di attività quotidiane, come quando la zia aiuta la nipote a preparare l'interrogazione di inglese anziché il compito in classe di chimica, scoprirsi a trafficare tutti insieme per preparare le marmellate o pasticciare nel preparare la torta di nonna Nina.

Mi piace pensare a questo quando cerco di spiegare il nostro modo di fare radio.

Nel redigere il bilancio di questo primo anno ci si può considerare soddisfatti  per quanto è stato realizzato.

In termini  quantitativi,  un'attenta lettura dei numeri, considerati di per se sterili ma estremamente utili a fotografare la situazione contingente,  ci dice che sempre più persone ci seguono in streaming, in podcast,  attraverso il blog, facebook e twitter.

Un crescente interesse viene espresso dai mass-media come Rai News, Corriere Adriatico, Voce della Vallesina, Storify, Global Project, Radio Popolare Network,  citandoci nei loro articoli o trasmissioni.

Una simpatia  sempre maggiore ci viene accreditata dai partecipanti alla diretta radiofonica con una presenza in progressivo aumento, permettendo al caratteristico cerchio, intorno al quale si dipana la trasmissione, di allargarsi sempre più.

In termini  qualitativi, ci gratifica scoprire come questa iniziativa possa aver  inciso nell'intimo personale dei partecipanti e quanto potrà ancora incidere nella vita sociale della comunità.
Osservando il coinvolgimento e l'entusiasmo delle persone nelle diverse attività, mansioni e rubriche radiofoniche, traspare  motivazione, considerazione e una riscoperta dignità individuale che da valore al soggetto in quanto tale, esaltando l'essere e non l'avere o l'apparire.

Siamo partiti con le giuste prerogative, grazie al tracciato iniziale dei formatori argentini, Alfredo, Veronica e Laura, e all'entusiasmo che ci contraddistingue permettendoci  di dare sempre il meglio.
Continuiamo nel nostro cammino, consapevoli che ancora c'è molto da fare, con la leggerezza di chi non vuol cambiare l'intera umanità ma portare solo il proprio piccolo, grande contributo affinché questa diventi migliore, augurandoci che altri si uniscano a noi.

Buon compleanno RadioSenzaMuri!!!!
      giosuè

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