venerdì 24 maggio 2013

Intervista ad Alfredo Olivera Jesi 4 maggio 2013

Radio Senza Muri nasce con la collaborazione di Alfredo Olivera, ideatore di Radio la Colifata, prima radio al mondo fatta all'interno di un ospedale neuropsichiatrico a Buenos Aires. La collaborazione con Alfredo Olivera sorge sin dall'inizio di questo progetto. Nel mese di marzo 2012 infatti Alfredo e due collaboratrici della Colifata, Laura Gobet e Veronica Kazimierczak, hanno tenuto un corso di formazione sulla concezione e l'avviamento all'utilizzo di mezzi di comunicazione e di nuove tecnologie per la produzione di spazi di salute. Nell'ultima giornata del corso di formazione è stata realizzata insieme ai fondatori di radio La Colifata la prima trasmissione di RSM, dispositivo radiofonico gruppale . A distanza di un anno, il 4 maggio 2013, Alfredo è tornato in Italia per rispondere a dubbi, perplessità ed incertezze scaturite nel corso di questo nostro progetto. L'incontro con Alfredo si è tenuto nella sede di YaBasta! all'interno dello sca TnT di Jesi ed in questa occasione abbiamo anche creduto opportuno intervistarlo, chiedendogli cosa pensa di Radio senza Muri. Qui di seguito l'intervista.

I:  E’ passato un anno da quando iniziò questa avventura: da quel 24 marzo 2012 , alla fine del corso di formazione, quando con te Alfredo, Veronica e Laura andava in onda la prima diretta streaming di Radio Senza Muri.
E chi se lo sarebbe mai aspettato che, esattamente un anno dopo, dopo 13 puntate di Radio senza muri gestite totalmente dal gruppo formatesi con quelle 36 ore di formazione, sei di nuovo qui, tra noi, per farci una supervisione..come a noi di Radio senza Muri ci piace chiamare!
Noi tutti ti abbiamo atteso con grande trepidazione ed enorme contentezza. Fin da subito, abbiamo ritenuto fondamentale per il lavoro di Radio senza Muri ascoltare, di nuovo e ancora, i tuoi consigli e continuare questa collaborazione con il mondo della Colifata.
Ci piacerebbe, quindi, conoscere anche le tue impressioni, che cosa ha significato per te Radio senza Muri?

 A: E’ un progetto che ha molta vita perché le persone che ci lavorano credono molto in quello che fanno. La cosa interessante di RSM è come viene organizzato il dispositivo radiofonico gruppale, perché, mi sembra, che realmente voi vi state facendo delle domande finalizzate all’attività concreta della radio. Questa è la cosa migliore che possa accadere a qualsiasi progetto!

I: Che cosa significa essere di nuovo qui tra noi dopo un anno?

A: Le impressioni che ho su RSM è che è uno spazio che sta lavorando in maniera molto coerente e profonda per ciò che ha a che fare con il dispositivo radiofonico gruppale, che interviene sia nello spazio pubblico, che in quello istituzionale. Dopo un anno mi incontro con un gruppo di persone che ha fatto il suo cammino e che ha creato le condizioni per potersi porre delle domande. Mi sorprende vedere come avete sviluppato tutte queste impressioni e chissà dove arriverà RSM.  Tornare dopo un anno e vedere l’esperienza della radio ancora viva e con un certo spessore, mi dà molta soddisfazione.

I: Che cosa ti ha spinto ad accettare la nostra proposta?

A: Ho accettato di venire qui perché, mi sembra che, sia un progetto mosso dal desiderio e quando vedo gente entusiasta mi entusiasmo anche io.

I: Quale altro consiglio ci daresti  per continuare al meglio questa esperienza?

A: E’ molto difficile dare dei consigli, non riesco a dire tipo”andate avanti in questa direzione”. Ecco, posso dirvi di non perdere l’entusiasmo e di affiancare questo entusiasmo alla pratica. Questo, mi sembra, il senso! Il consiglio che vi posso dare è quello di farvi sempre tutte le domande utili a costruire ed andare avanti in questo progetto in maniera seria.



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